Abbazie in Festival

QUANDO

dal 18 gennaio al 30 marzo 2025

A CHE ORA

Venerdì 16.00 > 19.00
Sabato e domenica 10.30 > 12.30 e 16.00 > 19.00

DOVE

BROLO Centro d'Arte e Cultura

QUANDO

10 luglio a Mogliano Veneto
La rassegna è dal 26 giugno al 28 agosto

DOVE

Parco della Cultura Mogliano Veneto

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra sospendersi. Luoghi di pietra e memoria, dove ogni passo riecheggia dentro secoli di storia. In questi spazi carichi di spiritualità e silenzio – abbazie, chiese, chiostri e giardini segreti della provincia di Treviso – torna anche quest’anno Abbazie in Festival, dal 26 giugno al 28 agosto 2025, per otto serate che sono molto più di semplici spettacoli: sono incontri profondi, vivi, umani.

Qui, l’arte non è intrattenimento, ma gesto che unisce. Musica, danza e teatro si fondono sotto le stelle, tra le arcate antiche e i parchi nascosti, trasformando il paesaggio in un palcoscenico poetico. Ma ciò che rende unico questo festival è la sua anima: l’inclusione. Artisti con disabilità, giovani talenti e professionisti affermati salgono insieme sul palco, condividendo la scena con autenticità e forza, ognuno con il proprio linguaggio, ognuno portatore di bellezza.

Il silenzio che abita questi luoghi sacri non viene interrotto, ma risvegliato: dalle voci liriche che rendono omaggio a Pavarotti nella splendida abbazia di Santa Maria del Pero, alla potenza evocativa dell’opera Gianni Schicchi tra le mura dell’Abbazia di Santa Bona. E poi il suono profondo dei violoncelli e dell’orchestra a Mogliano, il mistero dei Templari raccontato in musica a Ormelle, il flamenco che vibra nell’ex convento di Conegliano, il dialogo tra percussioni e sax sotto il cielo di Nervesa, le poesie dedicate alla luna nel verde di Villa Cavarzerani, fino al pianoforte solitario che danza nel chiaroscuro di Nerbon.

Ogni serata è a ingresso libero, ogni incontro è un invito aperto. Non serve altro che esserci, sedersi, lasciarsi attraversare da un’energia silenziosa e potente.

Abbazie in Festival è un atto d’amore per l’arte, ma soprattutto per l’umanità. È il tentativo, delicato e coraggioso, di ricucire legami tra le persone e i luoghi, tra passato e presente, tra la fragilità e la bellezza che ci rendono profondamente umani.

Perché ci sono momenti in cui l’arte non solo ci commuove, ma ci riconnette. E quando questo accade sotto le volte di un’antica abbazia, al calar del sole, tutto sembra trovare finalmente il suo posto.