Abbazia di Santa Maria Assunta

Fondata nel 997 su desiderio dell’allora vescovo di Treviso Rozone, intenzionato a recuperare il territorio di Moliane, devastato dalle invasioni degli Ungari del X secolo. Il monastero ospitò inizialmente i benedettini, i quali si dedicarono alla bonifica e al ripopolamento della zona sino al 1075, anno in cui vi si insediarono le benedettine.

Nel medioevo l’abbazia subì saccheggi e distruzioni da parte dei numerosi eserciti che transitavano per il paese, finché, nel 1413, le monache si trasferirono entro le più sicura mura di Treviso, nel convento di San Teonisto. Benché mantenessero il possesso della parrocchia, l’abbazia di Mogliano fu abbandonata e cadde progressivamente in rovina. Con l’arrivo di Napoleone anche il monastero di San Teonisto fu soppresso.

Del vasto e ricco complesso oggi resta ben poco. Solo nel 1889, infatti, quel che ne rimaneva (adibito nel frattempo ad osteria) veniva salvato dal letterato Guglielmo Berchet che si adoperò perché fosse dichiarato “opera monumentale”. Sopravvive parte del chiostro, del 1184, con il porticato e l’annessa costruzione, attualmente sede di un centro parrocchiale.

Più tarde dell’abbazia sono le due costruzioni poste su ciò che resta del brolo, ovvero degli orti e dei frutteti annessi al monastero prima e alla parrocchia poi. Essi rappresentano oggi il centro espositivo, appunto, del Brolo costituito da uno spazio espositivo, l’Urban Center, destinato alla memoria della città, e da una seconda area sede di importanti mostre periodiche.