Villa Marchesi

Un complesso architettonico di rara bellezza, intrisa di storia, eventi del Risorgimento e della Grande Guerra. Villa Marchesi risale alla fine del XVI secolo come proprietà dei Venier, i quali la custodirono fino al Settecento. Passò quindi agli Scarello, al mercante Giovanni Heinzelman, quindi ai Pigazzi e ai Marchesi.

La storia della villa è legata in particolare all’assedio della Repubblica di San Marco e ad alcuni arresti per l’accusa di favoreggiamento di rivoluzionari veneziani. Durante la Grande Guerra ospitò il Comando dei Volontari Cecoslovacchi che combattevano sul Fronte del Piave al fianco degli Stati dell’Intesa.

La casa padronale è affiancata da due barchesse più basse che possiedono bracci laterali che si protendono verso il retro del complesso, dando una pianta a “U” che si apre verso il parco posteriore.

Il corpo centrale, sviluppato su tre livelli, è tripartito ma non segue il classico schema. Il settore centrale, infatti, presenta cinque aperture per piano, mentre quelli laterali una sola finestra (la consuetudine vorrebbe invece tre finestre al centro e due per lato). Il piano nobile è messo in risalto dalla trifora centrale, protetta da un balcone con balaustra.

Per quanto riguarda gli interni della casa padronale, si ricordano le decorazioni a stucco di alcune stanze e una saletta del pian terreno le cui pareti sono ornate da un grande dipinto di Pietro Marchesi raffigurante un paesaggio palustre con scene di caccia.